I PILASTRI PER UNA PACE PERPETUA TRA I POPOLI

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Nel rispetto delle diversità che ci contraddistinguono, nell’intimo delle nostre affinità e nel pubblico delle nostre usanze, giuriamo solennemente di rispettare e onorare queste leggi che riconosciamo essere state ispirate dal principio di tutte le cose a mano di resh be’th.

Oggi i dodici re, accompagnati dai 3 custodi dell’universo, sugellano con il loro otzi la firma eterna e immortale di questi valori.

Invochiamo tutte le forze a voi care affinché vediate la giustizia e la verità. La natura dei resh be’th è benevola e nobile, ma le ombre si agitano proprio laddove c’è una luce sincera. Promettete che i vostri otzi vi guidino lungo il sentiero del bene.

Lasciatevi condurre dal primo pilastro verso la giustizia e la libertà incarnate dalla lealtà verso il nostro ordine. Credete in noi come a dei genitori accoglienti ai quali affidare l’ansia e la preoccupazione.

Il secondo pilastro sul quale sorreggervi auspica all’autonomia del resh be’th e alla sua umiltà. Le alleanze esterne al ge’th, sebbene positive nel breve periodo, possono celare insidie di bramosia e invidia: evitiamole.

Il terzo pilastro poggia sulla cura del bene comune affidato a tutti noi, la nostra terra. Allargare i nostri orizzonti, sebbene possa favorire la prosperità delle genti di cui siamo responsabili, riduce il fluire incessante del creato a esprimersi e incupisce i resh be’th all’ingordigia del possesso.

Il quarto pilastro incita all’autocritica e alla soppressione del male che alberga nel cuore della propria comunità. Se la mano che lava l’altra non è in grado di mondare lo sporco, è necessario mozzarla prima che corrompa tutto il corpo. Bandire dalla propria terra chi è colpevole e non pentito solleverà gli animi e condurrà alla saggezza.

La pace del quinto pilastro ci implora di scongiurare qualsiasi forma di violenza verso l’altro, poiché il sangue versato brutalmente non è mai un sacrificio gradito.

La sincerità della confessione racchiusa nel sesto pilastro si fa sorella maggiore dei precedenti. Quando il male alberga nell’altro, è proprio la narrazione della sua violenza a scagionarci tutti dalla catastrofe.

 Gioite per la magnanimità di queste parole e fatene tesoro come se fossero più preziose della vostra vita, solo così il sacrificio dei padri sarà onorato.

Quinto giorno della prima luna, 65esimo anno

Palazzo eterno

I firmatari:

I Eterno del passato Qabl

I Eterno del presente Alan

I Eterno del futuro Thuma

Sesto Reggente di Bandie, Freb l’avvoltoio

Terzo Reggente di Bhimbetka, Xafer il cervo

Quinto Reggente di Eirikur, Njar il pinguino

Quarto Reggente di Haksh, Hoba’l il cobra

Quarto Reggente di Harfnag, Nau’n il cane

Secondo Reggente di Hausa, Leify l’aquila arpia

Terzo Reggente di Janavut, Jafa il rospo

Quarto Reggente di Prazoor, Zagam l’airone

Quarto Reggente di Rasaku, Kidose il gorilla

Quinto Reggente di Saamid, Shebata l’ululone

Decimo Reggente di Severnaia, Damnabu la testuggine

Sesto Reggente di Ynnada, Galwid il lupo